PEC — extremesrl1@legalmail.it Visso (MC) · Macerata

Consolidamento
pareti rocciose.

Disgaggi, reti in aderenza, chiodature e lavori in fune per mettere in sicurezza pareti e scarpate in roccia sopra strade e abitati.

  • Disgaggio
  • Rafforzamento corticale
  • Chiodature
  • Lavori in fune
  • Elitrasporto
Scarpata rivestita con rete metallica in aderenza e chiodature vista dal drone

Disgaggio e pulizia delle pareti

Ogni intervento in parete comincia togliendo ciò che è già pronto a cadere. Il disgaggio è la rimozione controllata dei blocchi e delle scaglie instabili, eseguita dai rocciatori con leve, cuscini idraulici o, sulle scarpate accessibili, con escavatore. Insieme al disgaggio si toglie la vegetazione che con le radici allarga le fratture e nasconde lo stato reale della roccia.

È anche il momento in cui la parete si legge davvero: dopo la pulizia si vedono le famiglie di discontinuità, i volumi da chiodare e le zone da rivestire.

Rafforzamento corticale con reti in aderenza

Il rafforzamento corticale consiste nel rivestire la parete o la scarpata con una rete metallica tenuta aderente alla superficie da funi e chiodature. La rete non lascia muovere i frammenti e, se qualcosa si stacca comunque, lo accompagna al piede invece di lasciarlo rimbalzare sulla strada.

  • rete metallica a doppia torsione, per scarpate e pareti con distacchi di piccola pezzatura;
  • reti ad alta resistenza e pannelli di funi, quando la parete scarica volumi maggiori;
  • funi di contenimento orizzontali e verticali, a maglia regolare, ancorate alla roccia.

Chiodature e ancoraggi

Le chiodature sono barre in acciaio inserite in perforazioni e solidarizzate alla roccia con malta cementizia. Cuciscono i blocchi alla parete stabile e fissano reti e funi. Lunghezza, diametro, inclinazione e maglia li definisce il progetto; in cantiere curiamo la qualità della perforazione, dell’iniezione e del serraggio delle piastre, perché è lì che l’ancoraggio funziona o non funziona.

Lavorare in parete

Una parte importante del nostro lavoro si svolge dove le macchine non arrivano. Le squadre lavorano in sospensione su funi, con dispositivi di protezione di III categoria e procedure dedicate al rischio di caduta dall’alto. Dove serve usiamo autogru con cestello per avvicinarci alla parete dal basso, ed elitrasporto per portare in quota reti, funi e attrezzature.

Scarpate, acque e ingegneria naturalistica

Un versante consolidato resta stabile solo se l’acqua viene governata. Completiamo gli interventi con canalette in calcestruzzo o in pietrame, gradonature, biostuoie e opere di ingegneria naturalistica che limitano l’erosione superficiale e aiutano la vegetazione a tornare, nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici del versante.

Metodo

Dall’ispezione alla rete tesa.

  1. Ispezione in parete

    Ricognizione con i rocciatori e rilievi fotografici da drone per individuare volumi instabili, fratture aperte e vie di caduta.

  2. Disgaggio controllato

    Rimozione dei blocchi instabili e della vegetazione, con la viabilità sottostante chiusa o protetta secondo il piano di sicurezza.

  3. Perforazioni e chiodature

    Perforazione, posa delle barre e iniezione di malta cementizia secondo la maglia di progetto.

  4. Rete e funi

    Stesura della rete dall’alto, sovrapposizioni e cuciture, posa delle funi di contenimento e serraggio delle piastre.

  5. Opere complementari

    Canalette, drenaggi, gradonature e rinverdimento al piede e sulle scarpate.

Operatore su cestello di autogru al lavoro su una parete rocciosa
Canaletta in pietrame e biostuoia su una scarpata consolidata
FAQ

Domande frequenti

Che cos’è il disgaggio di una parete rocciosa?

È la rimozione controllata dei blocchi e delle porzioni di roccia instabili, eseguita prima di qualsiasi altra lavorazione. Riduce subito il rischio e permette di progettare chiodature e reti sulla parete reale, pulita.

Meglio la rete a doppia torsione o i pannelli di funi?

Dipende dalla dimensione dei blocchi che la parete può scaricare. La rete a doppia torsione è adatta a distacchi di piccola pezzatura; reti ad alta resistenza e pannelli di funi contengono volumi maggiori. La scelta la fa il progetto, spesso combinando le due soluzioni sulla stessa parete.

Si può lavorare con la strada aperta al traffico?

Dipende dalla lavorazione. Il disgaggio richiede in genere la chiusura temporanea o il senso unico alternato, concordati con l’ente gestore. Altre fasi possono procedere con protezioni provvisorie e la strada aperta.

Come raggiungete le pareti dove non arrivano i mezzi?

Con squadre di rocciatori che lavorano in sospensione su funi e, per i materiali, con l’elitrasporto. Dove la geometria lo consente usiamo autogru con cestello.

Quota zero

Parliamo del tuo versante.

Mandaci la località, qualche foto e una descrizione del problema. Ti rispondiamo con una proposta di sopralluogo.